Nell’ultimo periodo mi avete chiesto in privato dei consigli sull’argomento gestione dei collaboratori e con alcuni di voi abbiamo addirittura già fatto delle dirette in presenza di tutto il vostro staff, per fare un po’ di formazione.
 
Trattare con i collaboratori è uno degli aspetti più delicati, non solo per il titolare di una Scuola di Ballo, ma per chiunque diriga un’attività che prevede la presenza di uno staff.
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Prima d proseguire devo fare una premessa: non sono un esperto di gestione delle risorse umane.
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Prendete dunque questo articolo come una condivisione di esperienze e non come una lezione.
 
Lo ripeto: non sono un maestro sul tema “gestione dei collaboratori”, sono solo un imprenditore che in tanti anni in questo ambito ha visto alcune cose funzionare e altre no, e così ve le riporto.
 
Bene, ora basta preamboli e via con i concetti.
 
Per prima cosa quando si parla di collaboratori, in qualunque ruolo, io parto da un presupposto: non ti pago per le ore che fai.
 
Questo significa non scambiare più denaro per ore spese sul posto di lavoro quanto iniziare a retribuire per risultati.
 
Certo, posso fissare un compenso orario di base, ma lavorare insieme per me
significa che abbiamo degli obiettivi di risultato da condividere e da portare a casa insieme.
 
E che se non li senti tuoi, se non ti identifichi con la Scuola e con i nostri sogni per me puoi anche stare a casa.
 
L’epoca dei compartimenti stagni per competenze è finito, tramontato definitivamente, anche se qualcuno pare non essersene accorto.
 
Oggi alle competenze verticali ne servono altre trasversali. È quello che io chiamo acquisizione di competenze “a T”.
 
Vi faccio un esempio concreto: Natascia è una nostra dipendente, regolarmente assunta dalla mia società.
 
Lei è la presenter di BALLA&SNELLA, uno dei miei franchising, ma si occupa anche egregiamente della vendita di tutti i nostri format, è un’ abilissima videomaker e una marketer competente, visto che in questi anni le ho trasferito buone parte delle mie conoscenze.
 
Tutte queste skills che ha acquisito studiando costantemente ora la rendono preziosissima per la nostra società, ma anche un elemento molto, molto appetibile per chiunque operi nel nostro settore!
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Per intenderci, se domani, per un qualsiasi motivo si dovesse interrompere il nostro rapporto professionale Naty non impiegherebbe che un paio di giorni per trovare un altro impiego: quale Scuola di Ballo/Danza non vorrebbe nel proprio organico una persona capace di portare così tanto valore?
 
Insegnanti brave ce n’è tante … con il know how della Naty c’è solo lei.
 
Anche Gaia, Adelaide, Maria e tutte le componenti del nostro staff fanno di tutto, dal tenere le lezioni, al rispondere al telefono, dal volantinare al mettere in ordine la scuola, se necessario.
 
Questo perché TUTTI noi, io e Miriam compresi, facciamo quello che serve per fare Goal.
 
Non voglio gente nel team che guarda l’orologio, voglio gente che punta al risultato.
 
Ovviamente noi titolari dobbiamo essere pronti a gratificare le persone valide come meritano: se mi fai guadagnare di più sono pronto a premiarti generosamente, sopratutto quando non te lo aspetti.
 
È cosi che si creano collaboratori felici.
 
Chiudo questo articolo con un aneddoto …
 
12 anni fa gestivo un locale qui a Milano, è stato lì che ho conosciuto Natascia.
 
Era una super ballerina, di grande talento e le chiesi di entrare a far parte del nostro staff di animazione.
 
Notai subito che aveva una marcia in più delle altre ragazze: a prescindere dalla bravura aveva una scintilla in più.
 
Solare, disponibile, seria e responsabile ma sopratutto … aveva a cuore il successo del locale!
 
Quando le proposi di lavorare per la nostra Scuola e le pronosticai che a breve si sarebbe licenziata dal suo impiego in un’agenzia immobiliare e avrebbe vissuto di Ballo non ci voleva credere!
 
Le pareva una cosa inverosimile.
 
Mi fece addirittura il nome di altre ragazze, a suo dire più belle e brave che sarebbero state più adatte per quel ruolo.
 
Ricordo che le risposi con una frase molto semplice: “Non ti ho scelto per quello che sai, ti ho scelto per quello che vuoi sapere”.
 
Oggi Naty è un elemento essenziale del nostro ecosistema. Non è solo una dipendente, è parte integrante della nostra family.
 
Condivide i nostri successi, timori, difficoltà ed entusiasmi, ma sopratutto i nostri VALORI.
 
Ecco, ragazzi, questa è la mia esperienza, spero possa essere stata utile ad alcuni di voi.
 
Quando scegliete una persona NON chiedete cosa sa fare, chiedetegli quanto sente suo il nostro progetto e quali sono i suoi valori e il suo “Perché” più intimo.
 
Tagliate ogni istruttrice che voglia fare SOLO l’istruttrice. Credetemi, non ne avete bisogno.
 
Buon lavoro a tutti. Sergio
 
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